One Man Band? No grazie: a ognuno il suo mestiere.

One Man Band? No grazie: a  ognuno il suo mestiere.

Solo Totò può essere considerato “One Man Band”. Dal significato originario, che significa “artista di strada”, siamo arrivati a chi si propone per feste, party, eventi e ricevimenti di matrimonio come “artista” che si occupi di musica dal vivo ed anche dj-set, di canto e di playlist da ballo, di intrattenimento, spettacolo, karaoke, musica da ballo, musica da cerimonia, animatori, presentatori, imitatori, gazzose, coca-cola, panini, acqua minerale, cocco bello, cocco fresco… Già che ci siamo, che vada a fare l’autista per portare gli sposi in chiesa ed il fotografo con filmino (alcuni già lo fanno).

Wikipedia ci regala una definizione che aiuta la comprensione di fenomeni del genere: “I saponari passavano di casa in casa raccogliendo oggetti vecchi di cui la gente voleva disfarsi o vecchia mobilia, anche se in cattive condizioni. In cambio il saponaro non rendeva denaro, ma pezzi di sapone da cui deriva il nome”.

Ecco,  come in tutti i settori del lavoro, ci si può imbattere in questi profili o magari in un falso d’autore.

Probabilmente sbagliamo nel pensare che, per assicurare le migliori performances ai nostri sposi ed ai nostri clienti, sia necessario che ogni artista che si reputi tale, debba specializzarsi nel suo settore e solo in quello. A ognuno il suo mestiere.

Riteniamo che già avere una specializzazione, studiare permanentemente, aggiornarsi, mantenersi al passo coi tempi, sia un lavoro a tempo pieno e da svolgere con grande umiltà. Figuriamoci proporsi per più servizi. Come si pone allora il nostro staff, come si presenta Romadjpianobar? Noi proponiamo molti servizi per la musica e l’intrattenimento, ma solo con gente con anni di esperienza, ed ognuno specializzato nel suo settore.

Anni fa siamo stati costretti a registrare all’ufficio brevetti il nostro nome: Romadjpianobar® è marchio registrato. In diversi avevano cominciato a fare annunci ed andare in giro a proporsi persino con l’identità di altri. Fantastici.

Al di là delle considerazioni personali - nessuno ha la verità in mano - siamo certi però che essere meno “ruffiani” nel cercar di prendere un lavoro in più, rischiare di apparire anche antipatici ma descrivendo qualche impressione derivante dalla nostra attività, ci possa valorizzare.

 Anche agli occhi di qualche cliente sfumato, che, legittimamente, anche per gusto personale, avrà scelto altri colleghi.

In molti ci conosciamo nel settore, e spesso abbiamo avuto occasione di lavorare e collaborare insieme. La crisi e l’avvento delle tecnologie hanno però accelerato un processo indiscriminato di aumento dell’offerta. Tutti fanno di tutto, dalla sera alla mattina. Il problema sarebbe minimo, se non considerassimo che un’offerta spropositata di servizi rispetto alla domanda ha comunque di fatto abbassato di molto le quotazioni dei servizi, da parte di tutti, e conseguentemente la qualità dei servizi stessi ed anche il tempo dedicato alla prestazione artistica. Non ne parliamo poi di aggiornamento professionale.

E quindi? Costo di meno ma lavoro poco, e mi paghi ad ora. 

Tendenzialmente, noi, ci offriamo ad evento, non ad orario. Questo per rispetto verso le necessità dell’ esito della “festa” stessa, che non può rischiare una cattiva riuscita nel rimanere ostaggio di 50 euro per un’ora in più od un’ora in meno di prestazione musicale.

Moltissimi sono delle meteore: si buttano in questo mestiere per pochissimo tempo ma, purtroppo, in quel tempo limitato facendo “terra bruciata” ed abbassando la percezione generale del livello di qualità del settore.

Anche alcuni locali, che giocano nell’ingaggio sul filo di pochi euro in meno, alla fine si ritrovano con personaggi che si presentano ad orario differente rispetto quanto concordato. Locali con cene senza sottofondo musicale, discoteche che aumentano l’attesa all’ingresso per l’attesa della star… il dj costato 10 euro in meno. Questo mestiere è diventato ridicolo, lasciato in mano a gente che gestisce locali notturni ma che potrebbe occuparsi di qualunque altro settore del commercio. Ecco, quando rimane solo ed unicamente il commercio, si accettano tutti i tipi di lavoro e dall’altra parte la performance musicale e l’atmosfera musicale sarà come uno stampino: una serata uguale all’altra.

E noi? Abbiamo mai lasciato andare dei lavori? Purtroppo si. A chi ci chiede l’impianto per ballare “ma il dj lo fa un loro cugino”, a chi vuole una band, ma “vorrebbero suonare alcuni amici”. Ecco, questo è il perfetto cliente a cui non occorre una live band o un dj service, ma semplicemente un service audio e luci, che andrà pagato secondo le giuste tariffe di un service audio e luci.  Con la cauzione e le garanzie di chi fitta strumenti e tecnologie, non certo di un servizio dj o di una live band che il giorno dopo si troverà a fare i conti tra il lavoro venduto sotto costo , attrezzature usate in malo modo, lasciate in mano evidentemente a poco più che appassionati poco professionali. Ovvero, il cugino dj e gli amici musicisti.

Non accettiamo lavori nei locali dove un dj oramai viene pagato 30 euro… La voglia di mostrarsi esibizionista con un selfie da postare su facebook o su whatsapp agli amici fa oramai brutti scherzi a chi, alla fine, non si ripaga neanche più la benzina. Non se ne può più, per esempio, di musicisti e gruppi musicali costretti ad invitare a ripetizione amici e parenti, in vero stile vendita pentole o prodotti per la casa, per potersi esibire in un qualunque locale, nell’incapacità di una qualsiasi programmazione di intrattenimento che faccia del locale stesso un “brand” di una nicchia di mercato.

 Questo è il motivo di un piattume generale, questo è il motivo del perché in tanti dicono che “la musica fa schifo” e che “tanto sono tutti uguali”. Certe mode funzionano solo nei grandi eventi con dj che troppo spesso fanno parte di un ingranaggio di show business.

Alcuni video diventati famosi, uno di questi rilanciato persino dal network Radio DeeJay, testimoniano  come moltissimi dei dj’s più famosi al mondo si limitino a fare cuoricini con le mani e saltellare, per muovere inutilmente e senza senso poi i potenziometri del mixer.

Se lo fanno quelli famosi, figuriamoci gli artisti “one man band”… 

 Il video di Radio DeeJay: http://www.deejay.it/news/il-video-verita-cosa-fanno-oggi-i-dj-niente/
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